Ho due compleanni io. Sono un adottivo. Festeggio il giorno che sono nato e il giorno che sono arrivato nella mia nuova famiglia. Ho due madri io. Sono un adottivo. Una che non mi ha potuto tenere e una che mi ha salvato la vita. Ho due Milano io. Sono un adottivo. Una Milano madre che mi vede da turista che fotografo e progetto e una Milano madre più interiore che è quella di mio padre (quello che mi ha salvato la vita) e dei miei parenti che qui sono nati e sono cresciuti. In ogni mia immagine c’è tutto questo. C’è un racconto di passato e di futuro che alimenta la mia vita presente. C’è un bianco e nero allegro, c’è un bianco e nero malinconico e c’è un non bianco e nero che vorrebbe diventare bianco e nero, ma non riesce o non glielo concedo io. Ho due occhi io. Con uno fotografo e combatto dolore e stanchezza, con l’altro riposo e cerco sguardi di speranza. Uno non riposa mai, l’altro riposa sovente. Ho due macchine fotografiche io. Una nel cuore che scatta con il battito e l’altro nella mano che scatta ascoltando l’altra del cuore. La mia fotografia e la mia ricerca di immagini sono questo: cercano un progetto, una regola, un emisfero e devono sempre fare i conti con i miei due compleanni, le mie due madri, le mie due macchine fotografiche e le mie due Milano.
LE MIE DUE MILANO, di Andrea Cherchi

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