contest fotografici

Le immagini finaliste del contest Amo questo

Le dieci immagini finaliste del contest Amo questo in modo quasi del tutto irrazionale ci accompagnano in un viaggio nella complessità dell’animo umano, raccontando forse passioni e impulsi che sfuggono alla logica. Eccole una per una e i nomi dei rispettivi autori.

La foto vincitrice: LUISA MONTAGNA

Questo  volto immerso nell’acqua che si perde nel flusso dei pensieri come in un sogno liquido, dove uomo e natura si fondono in un’unica corrente di vita. Una sorta di riflessione sull’interconnessione tra l’uomo e la natura, ma anche sul rapporto tra conscio e inconscio. Dove l’oscurità dello sfondo e la luce tenue che illumina i pesci e il volto creano anche un gioco di confine tra realtà e sogno.

La donna immersa nell’acqua: CHRISTINE SELTZER

Un senso di abbandono emotivo. La figura, quasi dissolta nell’acqua, sembra parlarci della fusione tra corpo e spirito, come se l’amore per l’infinito fosse l’unica logica possibile.

Il ghiacciaio: ALESSANDRO ROVELLI

Una scena di pura bellezza naturale in cui la calma glaciale racchiude una passione silenziosa ma potente.

Il cane e la natura: PATRIZIA RIVIERA

Costante e dolce ricerca di  una connessione con la natura. Fedeltà e libertà, nel simbolo per eccellenza  di amore incondizionato.

La regina oscura: DAVIDE GUALTIERI

In qualche modo un ritratto enigmatico, con ingredienti il fascino per il potere e il mistero. La corona e l’ombra sugli occhi alimentano un’irrazionale attrazione per ciò che è proibito o inaccessibile.

Linee, precisione e l’irruzione del rosso ombrello: GIOVANNI PAOLINI

La precisione delle linee e l’irruzione del rosso. Anche un omaggio visivo all’amore per i dettagli e le contraddizioni.

Memoria e intimità: CHRISTINE SELZER

Sembra parlare di memoria e intimità. Le figure sembrano rappresentare ricordi, legami profondi … un passione per ciò che è eterno nell’anima …

La bambina al cimitero: BARBARA FALLETTA

In un bianco e nero carico di malinconia, l’infanzia si confronta con l’eternità. La composizione gioca sul contrasto tra la figura minuta della bambina, aggrappata a una ringhiera come a un’ancora, e la severa architettura che le fa da sfondo. Potente nella sua semplicità.

Lo sguardo nel buio: ALDO MOGLIE

Un ritratto che cerca il fascino dell’ignoto e della paura. Gli occhi emergono dall’oscurità, sembrano una passione irrazionale per ciò che ci sfida.

L’abbraccio finale: EMANUELE ORTOLEVA

L’intimità tra le due persone comunica una passione che trascende la vita stessa.

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