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Omaggio a Mimmo Rotella – Paolo Bianchi

Part I – Pensando a Mimmo Rotella ho giocato a ripercorrere parte della sua storia artistica raccontandolo per contaminazioni, usando Photoshop per elaborare le diverse sorgenti d’informazione da cui ho raccolto i materiali.
L’appropriazione della realtà rivendicata dal nouveau réalisme si trasforma in appropriazione di realtà virtuale: dalle bacheche fisiche dei manifesti strappati alle bacheche virtuali dal web.
Le basi per tutte le foto sono fotografie fatte con lo smartphone a superfici: cioè manifesti strappati in giro per Milano.
Nella prima immagine ho inserito una vecchia foto di Mimmo Rotella (photo trouvèe) recuperata dal web sul sito della Fondazione, con il naso a becco distorcendola verso una tensione futurista, impressa su fotografia di manifesto strappato realizzata a Milano con smartphone. In basso a sinistra la superficie ha un adesivo che riporta la bacheca di facebook di un ragazzo che denuncia di essere stato picchiato dalla polizia, In questo caso è il fisico (la superfice del muro) a richiamare il virtuale (facebook).
Seconda immagine. Le poesie epistaltiche (sonore). Su base fotografia manifesto strappato ho impresso la lista dei poemi sonori presenti sul sito della Fondazione, aggiungendo stralci di liriche in corsivo di alcune di esse.
Terza immagine. Su base fotografia manifesto urbano, ho replicato l’opera L’ultimo Kennedy (del 1963) sostituendo l’immagine di Kennedy con l’immagine di Donald Trump (photo trouvèe) presa dal web.
Nell’ immagine di Trump a sinistra ho aggiunto e capovolto la parte superiore dell’immagine originale con l’occhio di Kennedy che guarda stranito.
Quarta immagine. Ho fotografato una delle ultime performance di Rotella (presa da youtube) dove taglia le immagini cinematografiche proiettate sullo schermo, ricavando frames fotografici messi in serie.
Quinta immagine. Su sfondo fotografia manifesto-superficie milanese, pratica comune dell’arte contemporanea: fotografia di istruzioni per realizzare un progetto in memoria di Mimmo Rotella.

 

Part II

Il progetto espositivo (qualora i materiali venissero esposti) si avvale della successiva elaborazione:
– le cinque fotografie vengono stampate a manifesto
– i manifesti vengono affissi in diverse parti della città (via Sangallo presso la Fondazione Mimmo Rotella, Via Jommelli dove ha sede lo Spazio Tadini, gli altri 3 luoghi seguono la mappa delle altre Case Museo milanesi).
– i manfesti vengono fotografati
– i manifesti vengono tagliati e staccati (si tratta sempre di affissioni abusive)
– vengono raccolti i resti cartacei dei manifesti
– l’esposizione sarà tridimensionale: a) 5 foto dei manifesti appesi b) incollate alle pareti e sul pavimento i resti dei manifesti staccati

Paolo Bianchi

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