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Rodolfo Cammarata: Bar Jamaica di Milano per la mostra di fotografia Omaggio a Emilio Tadini

Rodolfo Cammarata: Bar Jamaica di Milano per la mostra di fotografia Omaggio a Emilio TadiniUno scrittore che dipinge, un pittore che scrive. Pittore, scrittore, giornalista, critico d’arte, traduttore… prima di tutto uomo. Ed è proprio qui che nasce il mio Omaggio a Emilio Tadini.

Giuseppe Tornatore, in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera a seguito di un viaggio in Siberia, ricorda di Tadini soprattutto lo sguardo concentrato e curioso che sembrava scrutare sempre qualcosa in lontananza, il viso rassicurante solcato da rughe amiche.

E continua, Ben presto mi accorsi che la sua presenza cominciava a provocare in me un ineffabile disagio. Un senso di smarrimento che solo dopo le prime scorribande mi si rivelò in tutta la sua complessa semplicità. Era l’immediatezza del rapporto che Emilio riusciva ad avere con quel mondo così lontano da noi, che io m’illudevo di portar via con me per il fatto stesso di ritrarlo. Era quello che mi disorientava. Ma era una lotta impari. Io mi affaticavo a guardarmi intorno fiutando l’immagine da conquistare, mi muovevo continuamente, cambiavo obiettivo, corpo macchina, pellicola, inquadratura, in base a quanto si presentava ai miei occhi mentre mi spostavo, entrando e uscendo dalle case incredibilmente tutte uguali di quella cittadina quasi metafisica la cui vita cercavo di fotografare. Invece Tadini guardava soltanto. Ma il suo sguardo mi sembrava ancora più implacabile di una macchina fotografica. Avevo la sensazione, insomma, che stesse fotografando più lui di me. Che stesse fissando la vita di quella gente su una pellicola più sensibile e duratura della mia. Inoltre mi colpiva che non si limitasse soltanto a contemplarlo quel mondo, lui andava oltre, cercava di farne parte. Non so, entravamo nel bar della stazione ferroviaria dove notavamo un uomo seduto in un angolo intento a mangiare uno strano pesce secco. Io rapidamente lo fotografavo, Emilio Tadini invece lo fissava pensieroso per qualche istante, poi si guardava intorno, scopriva dove vendevano quei pesci a noi sconosciuti, ne andava a comprare uno e cominciava a mangiarlo. Ecco, io fotografavo una scena di vita quotidiana, lui non si limitava a fissarla nella sua memoria, cercava, sia pure per un momento, di esserne parte.

Gianni Biondillo, all’interno di un articolo su www.storiemilanesi.org, racconta di quanto assiduamente frequentasse il bar Jamaica in Brera. Il bar Jamaica, frequentato da Tadini come altri ragazzi imberbi e anonimi che diventarono negli anni talenti riconosciuti, mi piace immaginarlo come un innovation LAB. Dove lo scambio culturale, dove la fase di convergenza si trasformava in divergenza, dove le di idee, i confronti, le accese discussioni portavano a un processo creativo come quello che segue oggi una start up. Loro ideavano, innovavano, valutavano, pianificavano, acceleravano, incubavano…producevano.

Ed è sulla base di questi due aspetti che si è ispirato il mio personale omaggio a Emilio Tadini. Ho voluto frequentare per un periodo il bar Jamaica. Osservare. Ascoltare. Respirare. Provare a fissare la vita di quella gente, come era solito fare lui. Ed è stato il tentativo di cercare di farne parte, in un angolo come un buon spettatore, che prende ispirazione la mia prima foto. L’ho immaginato lì che guardava il bancone del famoso bar Jamaica o lì seduto con i suoi AMICI a discutere. E provando ad immaginarlo ho percepito quasi le loro voci, le loro risate, (come quella volta che immaginarono lo scherzo di Picasso), le loro idee, le loro discussioni. Ho avvertito quasi la loro presenza velata. Ed è uscendo dal bar Jamaica, una domenica mattina, che mi son ritrovato un pittore proprio lì. Grazie Emilio.

Rodolfo Cammarata

La mostra fotografica Omaggio a Emilio Tadini è allestita parallelamente a:

Il ‘900 di Emilio Tadini 

a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise

inaugurazione mostra venerdì 23 febbraio 2018 dalle ore 18:30

Aperta al pubblico fino al 18 marzo.

In occasione dei dieci anni di attività della

Casa Museo Spazio Tadini

sito web: https://spaziotadini.com/

via Niccolò Jommelli 24, 20131, Milano

ORARI DI APERTURA della mostra: Mattino: solo su appuntamento
Pomeriggio: da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19,30
domenica dalle 15 alle 18.30
Ingresso: 5 euro – bambini gratis- associati o abbonati (ingresso libero)- La casa Museo offre periodicamente anche ingressi liberi a tutti per alcuni eventi.

 

Per ulteriori informazioni:

Francesco Tadini – mail francescotadini61@gmail.com – mob. +39 366.26.32.523 – sito: http://francescotadini.it/

Melina Scalise (presidente di Spazio Tadini) – mail ms@spaziotadini.it – mob +39 366.45.84.532

mostra Emilio Tadini

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