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Roberto Ramirez e Federica Tamagnini: bando mostra Omaggio a Emilio Tadini a cura di Francesco Tadini

Roberto Ramirez e Federica Tamagnini: bando mostra Omaggio a Emilio Tadini a cura di Francesco Tadini. Non avendo mai partecipato a nessun bando per mostre o quant’altro, mi sento un poco stranita, ma anche molto motivata e piena di stimoli per questo progetto (a priori): sia che venga selezionato o meno.
Sono particolarmente euforica al pensiero di partecipare a questo bando insieme a Roberto Ramirez, a cui, avendo avendo illustrato la prima idea del nostro lavoro, con forse troppo entusiasmo, probabilmente l’avrò rimbambito fino all’esaurimento per farmi dire: “Sì, partecipiamo!”.
Ed ora eccomi qua a presentare a grandi linee le nostre idee per quanto concerne tutta questa situazione.
Premetto di essere sempre stata attratta dal mondo dell’arte in tutte le sue articolazioni e sfumature ed è questo uno dei motivi per cui mi sto laureando in Scienze dei beni culturali e ambientali presso l’Università Statale di Milano. Ad ogni modo, mi è sempre piaciuto toccare con mano il reale, il concreto, ed in questo mi sono subito ritrovata con Roberto, prestandoci e divorandoci libri, ritrovandoci a mostre fotografiche e artistiche e cinema, viaggiando alla ricerca un pò di quelle che sono le nostre passioni e alimentando la nostra fame di conoscenza in campo artistico, culturale, antropologico e fotografico.

Sentendo nominare una personalità del calibro di Emilio Tadini ci si sente forse un pò smarriti nel presentare un qualcosa di spontaneo e vero, che ci appartenga e che allo stesso modo abbia a che fare con questo pittore, scrittore, saggista e critico d’arte italiano.
Mi sono assorta nella lettura di Carla Lonzi, “Autoritratto”, e mi è subito venuto in mente Tadini e il suo pensiero riguardo la figura del critico d’arte: “Forse per essere un vero critico d’arte non dovrei parlare in prima persona. Ma in fondo io riconosco di non essere un vero critico d’arte”. Tadini si fa dell’autocritica rispecchiando anche l’opinione di Carla Lonzi, che in un’intervista dice: “I critici sono tutte persone…non sono molto simpatiche, voglio dire, psicologicamente, non sono delle persone apprezzabili. (…) Il critico, invece di essere colui che è disponibile e ha bisogno, diventa colui il quale giudica e crea tutta una gerarchia”.
E poi ancora altre interviste a personalità contemporanee a Tadini come Rotella o Consagra.
Rotella: “…non volevo la bella fotografia, volevo appunto, la fotografia che mi serviva per fare un quadro”. “L’artista, oltre ad avere il suo stile, la sua personalità, deve trasmettere nell’opera d’arte questo senso di magia, sennò mi pare che si cade nell’imitazione e accademia”.
Consagra: “La mia vera emozione, sì… andava a finire solo perché entrava a contatto con uno che rappresentava il potere”. “(…)…questo rapporto con il collezionista mi fa perdere la spontaneità”.

Appunto, questa SPONTANEITA’ mi sembrava CONCETTO-CHIAVE per cominciare questo lavoro assieme a Roberto, in quanto è questo ciò che ci accomuna e ci unisce in un certo qual modo. Le cose concrete, che si possono toccare, che rimandano ad un tempo passato, presente e futuro.
Tadini scrisse una raccolta di scritti sull’arte e la letteratura, “Quando l’orologio si ferma il tempo ritorna a vivere”. Questa frase ha aperto un mondo di idee, tra cui quella di “contemporaneizzare” qualcosa di cristallizzato, ma allo stesso tempo vivo, che è la fotografia del Ramirez e una piccola installazione artistica che spacca e fuoriesce dalla fotografia, (ricordandomi un pò Fontana in campo artistico e in campo letterario sicuramente “Alice nel paese delle meraviglie”).

Questo progetto prevede:
– una centrale fotografia di Roberto, dove una donna è intenta nell’atto di fumare un sigaro cubano nel bel mezzo di un parco durante un pic nic in pieno inverno;
– nell’angolo destro in alto una maschera africana antica… più in particolare una maschera della Liberia, una maschera di un rito di confine, dove si danzava e si effettuavano delle scarnificazioni sui volti dei partecipanti (solitamente capi tribù);
– nell’angolo sinistro in basso un braccio di ferro che sostiene un posacenere di legno in cui si trova esattamente il sigaro cubano della foto, cominciato, ancora con resti di cenere

Quale modo migliore di bloccare il tempo. Cos’è il tempo? Tadini ha lavorato anche per il teatro e la maschera sembrava un rimando non solo teatrale, quanto archeologico e tribale, tipica dell’arte dei contemporanei.
Lo stesso Tadini nella sua ricerca era in un continuo turbinio di riflessioni (potremmo qui citare il capolavoro di saggistica umanistica che “La distanza”, eccentrico trattato sull’antropologia e sull’arte, sulla psicoanalisi e sulla religione).
E’ molto importante secondo noi voler far riflettere lo spettatore, sottraendolo a quello stato di apatia della società di oggi.

Speriamo con tutto il cuore che le tematiche trattate in questo progetto siano una giusta cornice per omaggiare Tadini.

Federica Tamagnini e Roberto Ramirez

Roberto Ramirez e Federica Tamagnini

Roberto Ramirez e Federica Tamagnini, Omaggio a Emilio Tadini

La mostra fotografica Omaggio a Emilio Tadini è allestita parallelamente a:

Il ‘900 di Emilio Tadini 

a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise

inaugurazione mostra venerdì 23 febbraio 2018 dalle ore 18:30

Aperta al pubblico fino al 18 marzo.

In occasione dei dieci anni di attività della

Casa Museo Spazio Tadini

sito web: https://spaziotadini.com/

via Niccolò Jommelli 24, 20131, Milano

ORARI DI APERTURA della mostra: Mattino: solo su appuntamento
Pomeriggio: da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19,30
domenica dalle 15 alle 18.30
Ingresso: 5 euro – bambini gratis- associati o abbonati (ingresso libero)- La casa Museo offre periodicamente anche ingressi liberi a tutti per alcuni eventi.

 

Per ulteriori informazioni:

Francesco Tadini – mail francescotadini61@gmail.com – mob. +39 366.26.32.523 – sito: http://francescotadini.it/

Melina Scalise (presidente di Spazio Tadini) – mail ms@spaziotadini.it – mob +39 366.45.84.532

mostra Emilio Tadini

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