fotografia

Ombra + Rotella = Ombrella di Francesco Summo

Racconta Plinio il vecchio che la prima forma di pittura fu il ricalcare il contorno dell’ombra della silhouette dell’uomo amato dalla figlia di Butade vasaio di Sicione su della argilla, cotta poi nel forno per mantenerne la sagoma come ricordo, poiché l’uomo stava per partire.
L’ombra come immagine riflessa che funge da ritratto proiettata su un piano diverso, staccato dal soggetto mi fa pensare anche alla tridimensionalità.
Fatta eccezione per certa arte orientale, vera ricerca di ogni pittore è quella di creare da una dimensione bidimensionale come quella della tela una dimensione tridimensionale. E non sempre puramente pittorica, come Piero Della Francesca che cercava la tridimensionalità anche nelle orbite degli occhi, ma a volte anche concettuale e filosofica. Penso, per esempio, alla dimensione trascendentale del quadro nero (e non nero allo stesso tempo) di Malevic.
Anche l’arte astratta cerca, attraverso la composizione dei colori, le campiture più o meno estese e i segni, la tridimensionalità e così, secondo me, ha fatto anche Mimmo Rotella con i suoi collage e i manifesti strappati.
Mettendo insieme questi concetti e queste materie espressive è nata questa mia ricerca semi astratta, ancora in fase embrionale, sull’ombra. Cosa che fra l’altro mi ha sempre affascinato e che ho potuto approfondire anche attraverso il teatro anni fa, con un progetto triennale di “teatro d’ombre” per le scuole.
Le fotografie pubblicate nascono dal mio soggiorno a Matera, una città come molte del sud, che con le sue costruzioni fatte di pietra quasi bianca mi sono servite come “pretesto”; in quanto, facendo spiccare ancora di più le ombre proiettate sui muri dagli oggetti hanno fatto nascere in me un desiderio compositivo, come dicevo prima, più o meno astratto, poiché ho cercato di mantenere la funzione “reale” dell’ombra come medium di profondità. Quello che ho fatto, in sostanza, è stato girare, guardare, lasciarmi ispirare dalle composizioni casuali e più disparate,( come spero queste immagini testimonino), scattare e poi post produrre con una certa vena pittorica che mi appartiene.

Francesco Summo

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