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Mostra fotografica NeoRealismo The New Image in Italy, 1932-1960

Mostra fotografica NeoRealismo The New Image in Italy, 1932-1960. A New York, alla Grey Art Gallery – museo delle belle arti della New York University – dal 6 settembre all’8 dicembre 2018, una grande mostra dedicata al Neorealismo italiano con un testo (anche) di Martin Scorsese in catalogo.

NeoRealismo The New Image in Italy, 1932-1960

Mario De Biasi

Mario De Biasi, Gli italiani si voltano, Milano, 1954, © Archivio Mario De Biasi

Curata da Enrica Viganò, l’esposizione analizza il ruolo cruciale della fotografia nel Neorealismo italiano, attraverso 180 scatti di 60 artisti italiani, quali Mario De Biasi, Franco Pinna, Arturo Zavattini, Tullio Farabola, Enrico Pasquali, Chiara Samugheo, Ando Gilardi, Enzo Sellerio, Nino Migliori e molti altri.

La rassegna è arricchita da pubblicazioni originali di rotocalchi, libri fotografici, poster dell’epoca e spezzoni di film diretti da Vittorio De Sica, Roberto Rossellini e Luchino Visconti e scritti da sceneggiatori come Cesare Zavattini.

E’ la stessa curatrice Enrica Viganò ad affermare “Non avrei potuto desiderare un modo migliore per celebrare i 21 anni di Admira! .. da quando è nata Admira nel 1997, la mission principale è stata quella di far conoscere la fotografia italiana nel mondo. I nostri eccellenti fotografi si sono più che meritati questo straordinario traguardo: una stagione di eventi dedicati alla fotografia italiana del dopoguerra nella città che più onora l’arte fotografica e che più incide sul suo mercato: New York. Oltre alla New York University, partecipano alla rassegna il museo più prestigioso, il Metropolitan Museum of Art e la Howard Greenberg Gallery. Direi che è proprio una consacrazione a tutti gli effetti”.

Lynn Gumpert, direttore della Grey Art Gallery, dichiara: “Il cinema neorealista è molto apprezzato negli Stati Uniti e siamo molto lieti di far conoscere un altro lato di questo fenomeno culturale, portando questa importante mostra alla Grey che, come Museo d’arte universitario, si concentra su gruppi di lavoro sottorappresentati ma culturalmente rilevanti”.

Il Department of Italian Studies della New York University ha messo a punto un programma di eventi collaterali che ha il suo fulcro alla Casa Italiana Zerilli – Marimò, dove verranno proiettati integralmente film del neorealismo, introdotti da poster e foto di scena originali, ma verranno organizzate anche tavole rotonde con eminenti docenti americani specializzati in cultura italiana.

MET – The Metropolitan Museum of Art

Il MET – The Metropolitan Museum of Art proporrà – dal 18 settembre 2018 a 15 gennaio 2019 nello spazio Johnson Galleries al secondo piano del museo – una selezione delle opere dei fotografi del dopoguerra italiano, recentemente acquisite per la collezione permanente. Fino ad oggi l’autorevole museo, che ha costruito una collezione fotografica enciclopedica di grande rilievo, non possedeva opere di autori italiani del ‘900. Come dichiara la curatrice del Department of Photography del MET, Beth Saunders: “Finora l’Italia nella nostra collezione era rappresentata da splendide stampe dei fotografi italiani dell’800 e da qualche sporadica incursione nel XX secolo. Ora abbiamo un corpus di un centinaio di opere, un nucleo su cui impostare una seria ricerca sulla produzione di immagini nel periodo del Neorealismo”.

The New Beginning for Italian Photography, 1945-1965 alla Galleria Howard Greenberg

A chiudere il cerchio, molti degli stessi autori saranno in mostra alla Galleria Howard Greenberg, dal 13 settembre al 10 novembre, in una collettiva intitolata The New Beginning for Italian Photography, 1945-1965.

Spunti e approcci diversi che nascono dalla mostra principale sul NeoRealismo alla Grey Art Gallery, dove si sviscerano le origini e i variegati sviluppi dell’uso della fotografia come strumento di comunicazione, prima al servizio del fascismo e poi al servizio della democratizzazione.

Il percorso della mostra sul Neorealismo italiano:

Il percorso espositivo della mostra è suddiviso in cinque capitoli che riflettono momenti storici e criteri diversi del complesso fenomeno neorealista e si apre con il Realismo in epoca fascista. Nel 1932 al Palazzo delle Esposizioni di Roma si inaugurò l’Esposizione della rivoluzione fascista, in cui il linguaggio fotografico, comprensibile a tutti, era ampiamente utilizzato per raggiungere il popolo analfabeta, ed è risultato fondamentale per una mostra allora visitata da 4 milioni di persone. L’uso delle immagini per supportare la propaganda fascista consegnò agli italiani un nuovo mezzo di comunicazione di massa, sfruttato dal regime attraverso l’Istituto LUCE per illustrare le “verità” del Duce, ma adoperato anche da alcuni fotografi impegnati a documentare di nascosto la situazione di arretratezza in cui versava il paese. Tra questi spiccano Luciano Morpurgo, Giacomo Pozzi-Bellini, Pasquale De Antonis.

La mostra passa quindi a esplorare, nella sezione Miseria e ricostruzione, il periodo successivo la fine della seconda guerra mondiale che vedeva l’Italia in una condizione di profonda prostrazione economica e di devastazione materiale ma che, al tempo stesso, iniziava a respirare un’atmosfera di euforia e di rinascita. Fotografi come Tullio Farabola, Aldo Beltrame, Giuseppe Bruno, Mario Carbone, Roberto Spampinato colgono i volti e gli scenari di una nazione liberata dalla dittatura, in cui tutto è ancora difficile, faticoso, quasi impossibile, ma che vibra di vitalità popolare e di speranza.

La sezione Indagine etnografica dimostra come la fotografia abbia svolto un ruolo essenziale nei tentativi di stabilire un’identità collettiva nell’Italia del dopoguerra, un paese frammentato, tutto da scoprire – dalle zone rurali alle città, dal Nord al Sud – con forti squilibri economici e sociali, un paese che vuole risollevarsi e affermarsi. Sono i fotografi italiani tra cui Franco Pinna, Ando Gilardi, Renzo Chini, Nino Migliori, Enzo Sellerio, Arturo Zavattini e molti altri, a far conoscere l’Italia a se stessa, mostrandone le tante, diverse anime con una forza ed una efficacia che segnano la vetta più alta dell’intera esperienza neorealista. È l’epoca d’oro delle campagne fotografiche di indagine sociale ed etnografica, dei grandi reportage da tutte le regioni d’Italia, della fotografia di strada che documenta la vita vera.

Nell’Italia del dopoguerra, la sempre più ampia diffusione della carta stampata che utilizza la tecnica del rotocalco permette di offrire al grande pubblico dei veri foto-racconti, con il ruolo del fotografo che diventa finalmente parte integrante della macchina editoriale. L’uso del mezzo fotografico nei giornali è analizzato nel capitolo Fotogiornalismo e rotocalchi che si concentra sui lunghi reportage per le numerose testate che cavalcavano l’urgenza di conoscere quelle che Italo Calvino chiamava “quelle Italie, sconosciute le une alle altre”. Professionisti come Carlo Cisventi, Mario Dondero, Federico Patellani, Caio Garrubba, Cacilia Mangini, Tino Petrelli, Lamberti Sorrentino, Fulvio Roiter, Marisa Rastellini, Antonio e Nicola Sansone e tanti altri, erano inviati a raccogliere testimonianze visive per un pubblico di lettori fedele e “affamato”.

La mostra si chiude idealmente con la sezione Tra arte e documento che presenta le opere di quelli che allora erano ancora fotoamatori, quali Tranquillo Casiraghi, Pietro Donzelli, Paolo Monti, Mario Giacomelli, Mario Ingrosso, Ugo Zovetti, Nino De Pietro, Cesare Colombo, Alfredo Camisa, Mario Cattaneo, Stefano Robino, protagonisti della scena culturale dell’epoca. Infatti, tra il 1943 e il 1960 si discusse molto sul valore creativo della fotografia e del suo futuro. Per alcuni il neorealismo rappresentava una rigida restrizione dell’espressione che soffocava il potenziale creativo del fotografo. Altri ritenevano che se la fotografia non avesse mantenuto un legame con la vita reale e si fosse intrisa di un forte senso civico, avrebbe rischiato di diventare un esercizio formale. I dibattiti che ne scaturirono, gettarono le basi per il futuro della critica fotografica in Italia.

L’edizione inglese del catalogo NeoRealismo: The New Image in Italy, 1932-1960, pubblicato da DelMonico Books•Prestel, in co-edizione con Admira Edizioni, conterrà un testo inedito del regista Martin Scorsese, appassionato del neorealismo italiano, e contributi di Gian Piero Brunetta, professore di Storia e critica del cinema all’Università degli Studi di Padova, Bruno Falcetto, professore del Dipartimento di Letteratura, Filosofia e Linguistica all’Università degli Studi di Milano, Giuseppe Pinna, storico dell’arte, ed Enrica Viganò, curatrice della mostra e del libro, già pubblicato nelle edizioni italiana, spagnola e tedesca.

PhotoMilano ringrazia l’Ufficio stampa CLP Relazioni Pubbliche per le news e le fotografie utilizzate per il presente articolo.

 

NEOREALISMO: THE NEW IMAGE IN ITALY, 1932-1960

New York (NY), Grey Art Gallery, New York University (100 Washington Square East)

6 settembre – 8 dicembre 2018

Orari: martedì, giovedì e venerdì, 11.00 – 18.00; mercoledì, 11.00 – 20.00; sabato, 11.00 – 17.00,

chiuso domenica, lunedì e festività principali

Ingresso: ingresso ad offerta libera (donazione suggerita: $ 5,00).

Info: tel +1 212 9986780

 

 

ADMIRA

ADMIRA è uno studio professionale che si occupa di fotografia a 360 gradi.

Da 21 anni organizza e coordina con successo mostre itineranti in alcune tra le più prestigiose istituzioni pubbliche e private, sia italiane che straniere, seguendole in ogni momento del loro sviluppo, dalla progettazione alla curatela, dalla promozione alle strategie di comunicazione, curando ogni dettaglio in collaborazione con i partner e le sedi coinvolte. Tra queste si segnalano: Fotomuseum Winterthur, Zurich, Foam Photography Museum, Amsterdam; KunstHaus, Vienna; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid; NederlandsFotomuseum, Rotterdam; Fotografie Forum Frankfurt, Francoforte; PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano; Tre Oci, Venezia e molti altri.

Dal 2003, ADMIRA accompagna i propri progetti espositivi anche sul versante dell’editoria, grazie alla creazione di ADMIRA EDIZIONI, casa editrice specializzata in fotografia.

La forza di ADMIRA è la capacità di saper dare risalto alla cultura fotografica non solo tramite la magnifica serie di eventi espositivi presentati ogni anno, ma anche grazie a servizi di consulenza, conferenze, proiezioni, convegni, letture portfolio, tavole rotonde, concorsi e manifestazioni ideate ad hoc sulla base di richieste specifiche.

ADMIRA si rivolge anche al mondo del collezionismo fineart, con la creazione di eventi dedicati al settore del mercato fotografico e una selezione di stampe vintage, modern e later di maestri italiani e internazionali.

admiraphotography.com

GREY ART GALLERY, NEW YORK UNIVERSITY

La Grey Art Gallery è il museo delle belle arti della New York University, situate nello storico Washington Square Park nel Greenwich Village di New York. Offre alla comunità della NYU e al pubblico in generale un elenco dinamico di mostre coinvolgenti e stimolanti, tutte arricchite da programmi pubblici. Con l’accento sulla sperimentazione e l’interpretazione, e la sua attenzione allo studio dell’arte nei suoi contesti storici, culturali e sociali, la Grey Art Gallery funge da laboratorio-museo per l’esplorazione degli ambienti artistici.

Le mostre organizzate dalla Grey hanno abbracciato tutte le arti visive: pittura, scultura, disegno e incisione, fotografia, architettura e arti decorative, video, film e performance. Oltre a produrre le proprie mostre, che spesso viaggiano in altri luoghi negli Stati Uniti e all’estero, la Galleria ospita esposizioni itineranti che altrimenti non potrebbero essere visti a New York e produce pubblicazioni accademiche distribuite in tutto il mondo.

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