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Matt Mullican, tra bulimia e ipnosi – di Elisabetta Gatti Biggì

Matt Mullican, tra bulimia e ipnosi – di Elisabetta Gatti Biggì.  La mostra The Feeling of the Things, a Milano, è un kolossal, un vero museo delle opere più iconiche, dall’inizio degli Anni Settanta a oggi, dell’artista californiano Matt Mullican nato a Santa Monica nel 1951.
Fglio della pittrice surrealista venezuelana Luchita Hurtado e dell’artista americano Lee Mullican.

Matt Mullican The Feeling of Things all’Hangar Bicocca a cura di Roberta Tenconi, 12 Aprile – 16 Settembre 2018

Matt Mullican - Hangar Bicocca

Elisabetta Gatti Biggì – Matt Mullican – Hangar Bicocca

Matt Mullican ci ha messo 6 mesi per progettare gli spazi e riempire le Navate e il Cubo di Pirelli HangarBicocca.
Il risultato, sono 5.000 metri quadri, oltre 6.000 oggetti: una vera bulimia artistica, che più che una mostra sembra un museo.
Il tema conduttore sono i cinque mondi delle cose, rappresentati con 5 colori chiave: VERDE – elementi fisici e materici-; BLU – trivialità quotidiana e cittadina- , GIALLO – scienza, arte e cultura-; BIANCO/NERO (linguaggio, simboli e comunicazione); ROSSO ( psiche e idee).

Matt Mullican e l’ipnosi

Pioniere dell’ipnosi quale base della pratica performativa, Matt Mullican lavora in stato di trance ipnotica.
The Feeling of Things, è esattamente questo: un viaggio ipnotico dell’autore, oltre 40 anni di attività che Mullican ha collezionato, selezionato, ammonticchiato e catalogato creando questa cosmologia di sensazioni.

Spesso noi pensiamo alle cose come immagini nella nostra mente, oppure come concetti, oppure come parole e possono rimanere nient’altro che questi. Ma se io dovessi pensare strategicamente e ordinatamente a tutti loro, ogni momento, probabilmente mi sentirei paralizzato, per questo credo che noi pensiamo attraverso sensazioni, trasformando un solo flusso di informazioni in processi, in maniera incredibilmente veloce. Ma lo si fa attraverso una molteplicità di piani, che visualizzano le nostre visioni e dove queste ci stanno guidando. Questo ha a che vedere con come noi ci relazioniamo con le suggestioni, con le sollecitazioni che ci derivano dal mondo, determinando una più ampia gamma di sentimenti che noi, come esseri umani, ancora non sappiamo classificare.” Matt Mullican

Elisabetta Gatti Biggì

PhotoMilano club fotografico milanese

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