Milano

Spazio Tadini: Origami tra Arte e Scienza, in collaborazione con Politecnico di Milano e Politecnico di Torino

Spazio Tadini: Origami tra Arte e Scienza, in collaborazione con Politecnico di Milano e Politecnico di Torino e con il Patrocinio del Comune di Milano, del Municipio 3. Fino al 16 dicembre 2018 alla Casa Museo Spazio Tadini – anche sede del club fotografico milanese PhotoMilano – potrete conoscere da vicino gli Origami e la loro evoluzione da semplici e gradevoli rappresentazioni della realtà a veri e propri strumenti di espressione artistica e mezzi rivoluzionari della tecnologia dalla robotica alla tecnologia aerospaziale. Come sempre, la Casa Museo Spazio Tadini cerca di usare l’arte per aprire nuovi scenari di lettura del reale.

La mostra è a cura di Melina Scalise e vede in mostra sette artisti: Paolo Bascetta, Alessandra Lamio, Elisabetta Bonuccelli, Silvana Fusari, Serena Cicalò, Daniela Cilurzo, Alessandro Beber.

Indice della pagina

Origami tra Arte e Scienza a Spazio Tadini – di Melina Scalise

Dalla sacralità della carta alla mostra alla Casa Museo Spazio Tadini – di Maria Luisa Paolillo

La mostra con le immagini dei fotografi di PhotoMilano

– Origami tra Arte e Scienza, testo e fotografie di Elisabetta Gatti Biggì sulla pagina dinamica di PhotoMilano dedicata alle zone Città Studi, Loreto e Casoretto

 

Origami tra Arte e Scienza a Spazio Tadini – di Melina Scalise

Origami tra Arte e Scienza in mostra a Spazio Tadini a Milano - foto Daniele Rossi

Origami tra Arte e Scienza in mostra a Spazio Tadini a Milano – foto Daniele Rossi

La carta ha fatto passi da gigante. Da semplice supporto del segno, della parola e dell’immagine, grazie all’origami di oggi è strumento di sperimentazione. Esistono origamisti che “brevettano” le loro scoperte per la creazione di nuove forme. Un lavoro complesso risultato di lunghe procedure logiche e matematiche e, così applicando il rigore dell’origami che permette solo la piegatura e l’incisione, mai il taglio del foglio si arriva a soluzione straordinarie che “traducono l’invisibile”.

Ogni forma che osserviamo è il risultato di una funzione matematica, è una geometria, un frattale e via così. Ebbene l’origami permette di visualizzare in una forma intermedia ciò che esiste tra la forma e la sua formula.

Origami tra Arte e Scienza in mostra a Spazio Tadini a Milano - foto Luigi Alloni

Origami tra Arte e Scienza in mostra a Spazio Tadini a Milano – foto Luigi Alloni

Interessante è a riguardo l’esposizione dell’unica riproduzione al mondo di un frattale (Spugna di Menger, descritto nel 1926 per la prima volta da Karl Menger) al livello 4 realizzato con 21 chilometri di strisce in 15 mesi di lavoro a cura di Serena Cicalò.

La mostra presenta sia origami matematici che origami che si propongono come espressione di concetti e strutture logico linguistiche.

Interessante la sezione dedicata alle applicazioni tecnologiche a cura del Politecnico di Milano e di Torino. Qui troviamo dei video che mostrano piccolissimi robot origami che possono entrare nel nostro corpo e compiere un lavoro evitandoci un’intervento complesso, troviamo esempi di pannelli solari e airbag, la storia degli origami sintetizzata per ogni continente e l’illustrazione delle varie tecniche.

Si scopre così che l’origami non è solo dell’oriente, ma appartiene anche alla cultura occidentale. Tuttavia è il rapporto con il mezzo che cambia, l’uso della carta nella cultura orientale è più vicino alla loro filosofia di vita e in quei paesi incontra un maggiore sviluppo.

L’esposizione si accompagna a workshop, laboratori e conferenze, inoltre è possibile organizzare la visita con le scuole. E’ stato anche pubblicato il libro Origami tra arte e scienza con apporti di origamisti ed esperti da diversi paesi.

Per conoscere il calendario potete visitare il sito della Casa Museo Spazio Tadini e consultare la pagina facebook origami tra arte e scienza da cui potrete salvarvi tutte le date previste.

Casa Museo Spazio Tadini è aperta dal mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30 e domenica dalle 15 alle 18.30.

Per visite con laboratorio è necessaria la prenotazione inviando un’email a museospaziotadini@gmail.com

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Dalla sacralità della carta alla mostra Origami tra Arte e Scienza a Spazio Tadini – di Maria Luisa Paolillo

Origami tra Arte e Scienza a Spazio Tadini, foto di Maria Luisa Paolillo

Origami tra Arte e Scienza a Spazio Tadini, foto di Maria Luisa Paolillo

Legata ai principi shintoisti del ciclo naturale della vita, nel quale vita e morte sono l’una parte integrante dell’altra, è nella pronuncia stessa, Kami, la testimonianza della sacralità della carta. Sia pure generata da ideogrammi differenti, la pronuncia la lega in modo biunivoco alle divinità spirituali naturali, Kami appunto, del credo shintoista. L’arte di piegare la carta nasce quindi in Giappone come gesto sacro, rituale, dove la carta, supporto fragile e al contempo complesso, rappresenta il tempio del quale la bellezza non consiste nel supporto ma nella sua forma che al completo deterioramento del materiale, ogni venti anni, ricostruito, rinasce nella sua forma e nella sua bellezza nel rispetto del ciclo naturale della vita.

Oggi quello dell’origami è diventato un mondo articolato e complesso, dentro ed oltre il sacro e la ritualità, nel quale le visioni diventano tecnica e la tecnica sfida per la creazione di forme sempre più complesse, legate ai principi logici matematici e geometrici e rendendo l’invisibile visibile agli occhi.

L’origami è oggi arte, è cultura, è scienza, è ricerca, è didattica educativa. Le tecniche origami, svariate come le scuole di pensiero, ragionano per lo più per moduli, per successioni, per principi matematici, per vuoti e pieni, per incastri e a volte arrivano a sfidare le leggi stesse della natura e dello spazio alla ricerca della forma della bellezza. Inevitabile per chi come me fa fotografia, interrogarsi sulle affinità tra queste due espressioni apparentemente così distanti. Come la fotografia scrive con la luce, mi sono risposta, così la tecnica origami scrive con la forma e là dove il fotografo gioca con saturazioni e desaturazioni di colore, l’origamista gioca con i riempimenti e gli svuotamenti dello spazio, entrambi alla ricerca di una rilettura interpretativa della realtà visibile, di quella invisibile e della sfera visionaria.

A Milano la Casa Museo Spazio Tadini, in collaborazione con il Politecnico di Milano e il Politecnico di Torino, ospita in questi giorni e fino al 16 dicembre 2018, la prima mostra italiana di origami contemporaneo, rendendo così accessibili ai nostri occhi le visioni ipnotiche e iperboliche di questi artisti manipolatori della carta e dello spazio, che praticano con rigore, logica, tenacia e pazienza questa arte così antica e così speciale.
Ringrazio per questo i sette artisti in esposizione Paolo Bascetta, Alessandra Lamio, Elisabetta Bonuccelli, Silvana Fusari, Serena Cicalò, Daniela Cilurzo, Alessandro Beber che con le loro forme mi hanno fatto fare un viaggio in un mondo fantastico e sconosciuto. E ringrazio il prof. Andrea Centomo che nel suo workshop Origami e Grafi con metodo e grande pazienza mi ha introdotto al mondo dei grafi insegnandomi a costruire origami modulari su due modelli di cubottaedro con il modulo curl di Herman Vangoubergen e di dodecaedro secondo il ciclo hamiltoniano con moduli PHiZZ di Tom Hull.  – Maria Luisa Paolillo

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La mostra Origami tra Arte e Scienza vista dai fotografi di PhotoMilano

La Casa Museo di via Niccolò Jommelli 24 a Milano (vedi MAPPA) è anche sede di mostre, workshop e proiezioni di PhotoMilano. Il club fotografico – nato con un gruppo Facebook nel giugno del 2017 –  ha migliaia di iscritti. Molti fotografi hanno già visitato la grande mostra dedicata agli origami e, in progress (altri ancora invieranno le fotografie nelle prossime settimane), pubblicheremo qui di seguito una selezione dei loro scatti.

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