Darsena, Navigli, Porta Genova a Milano - di Simonetta MarchesiMilano

Darsena, Navigli, Porta Genova a Milano: la zona raccontata da PhotoMilano

Darsena, Navigli, Porta Genova a Milano: la zona raccontata da PhotoMilano.  In questa pagina dinamica, in progress – come già per Monforte e Guastalla , Porta Venezia e Ticinese,  Colonne di San Lorenzo, Carrobbio e Cinque Vie a Milano – verranno pubblicate gallerie fotografiche e brevi articoli contenenti informazioni e documentazione sulle manifestazioni più differenti, dalla cultura agli spettacoli teatrali e ai concerti… allo shopping, al design, alla ristorazione. E, sempre qui, troverete ritratti (non solo fotograficamente) personaggi che popolano la zona… Oltre a uno sguardo particolare sui monumenti, sui Palazzi noti (e meno noti) che sono meta, anche, del turismo sempre più internazionale che frequenta la metropoli.

I fotografi di PhotoMilano (quasi 3000 iscritti solo al gruppo Facebook) vi accompagnano alla (ri)scoperta della città: di chi la abita e di chi la anima con il proprio lavoro o con la propria presenza alle attività della zona.

Indice dei contenuti:

Navigli – Mariuccia e il suo Navilli a Milano – di Simonetta Marchesi

Fornace Curti Milano – di Donatella Sarchini

 

Darsena, Navigli, Porta Genova a Milano - di Simonetta Marchesi

Darsena, Navigli, Porta Genova a Milano – di Simonetta Marchesi, Mariuccia e il suo “Navilli”

La sua anima è qui, su queste sponde, da sempre… . Aveva sei anni quando i suoi genitori, papà spazzacamino e mamma mondina, decisero di trasferirsi con i suoi due fratelli da Binasco a Milano, in questo quartiere, in via Casale al 5. All’epoca quella casa era una specie di fattoria, mi racconta Mariuccia: c’erano mucche e cavalli e galline, ma anche anatre…era bellissimo….
Ora Maria non abita più qui. Abita lontano dal suo posto del cuore ma con incredibile determinazione tutti i giorni ritorna lungo il Naviglio, dalla mattina presto fino alla sera, a respirare l’aria di casa, a provare a catturare di nuovo le emozioni ormai perdute.

Mariuccia …capo chino… passi lenti che tracciano solchi sul marciapiede di Ripa di Porta Ticinese. Solchi di vita vissuta e dolori passati, storie mai raccontate piene di disagi familiari e povertà. Mariuccia non ha più nessun parente che si prenda cura di lei.

Mariuccia però non si lamenta mai, anzi nella sua incredibile solitudine trova piacere e calore aspettando tutti i giorni i suoi amici piccioni seduta sulla panchina nei giardini a qualche centinaia di metri di distanza da Ripa di Porta Ticinese. Conosce le loro abitudini e mi racconta che tra lei e i piccioni vige un patto segreto… a mezzogiorno i piccioni si presentano immancabilmente davanti alla sua panchina. E difatti a mezzogiorno, seduta accanto a lei, comincio a sentire i primi fruscii e battiti di ali…ed ecco che decine e decine di piccioni si raccolgono intorno a noi. Maria se li coccola, li sfama, li guarda divertita.

Mariuccia ha ancora qualche amico, lì, sulla Ripa, che la conosce da sempre. Roberto per esempio, nella sua osteria “ Le Vigne”, le riserva sempre un pasto caldo. Maria non è un personaggio qualunque e Roberto ha appeso alla parete del suo locale anche la fotografia di Maria di qualche anno fa insieme ad altre fotografie come quella di Alda Merini, poetessa geniale ed eccentrica vissuta anche lei sui Navigli.

Maria ha frequentato la scuola dell’obbligo fino alla terza elementare. La sua scuola era proprio qui, sul Naviglio. Era una bambina vivace e libera e i suoi genitori non si preoccupavano molto del suo futuro e della sua istruzione e comunque Maria mi confessa che non aveva molta voglia di studiare! Spesso scappava da scuola con il suo fratello più piccolo… Eppure ama tanto leggere, e ogni tanto con qualche spicciolo si compra un libro usato che ha adocchiato posato sulle bancarelle. L’ultimo che ha comprato gli è piaciuto molto, erano “Le Fiabe” di Italo Calvino, tutte e due i volumi, ci tiene a sottolineare Mariuccia!

Mi racconta che durante la guerra avevano provato a farla stare con la sua mamma sfollata fuori Milano ma lei era sempre scappata da quel luogo perché il suo posto era a casa, sui Navigli, con il suo papà rimasto a Milano a lavorare . Al suono delle sirene che precedevano i bombardamenti non voleva mai andare nel rifugio da sola perché aveva paura. “Io avevo undici anni e dovevo prima rintracciare il mio papà, lì sotto io non ci andavo senza di lui …” mi dice Mariuccia.
Maria ci tiene a portarmi nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio perché vicino all’ingresso hanno messo in mostra una bomba caduta da quei maledetti bombardieri ma mai esplosa. Il sinistro ordigno è lì, posato accanto al portone ed entriamo in chiesa avvolta dall’oscurità, solo qualche oggetto sacro abbaglia illuminato da una lama di luce che si insinua attraverso le anguste vetrate.

Mariuccia sembra felice di raccontarmi i suoi aneddoti e le sue avventure perché il ricordo di quei tempi è sempre vivo in lei e sente il bisogno di condividerlo. Camminiamo insieme piano piano per ritornare al “parchetto”, mi guarda e sorride. Penso e spero che queste poche ore insieme siano state per lei un po’ speciali come lo sono state per me!
Ma questa esperienza non terminerà qui…Ora Mariuccia sa che ogni tanto un’ “aspirante fotografa” la passerà a trovare con una scatola di cioccolatini di cui è ghiotta… Sarà facile per me rintracciarla, lei sarà sempre li, nel parchetto dietro il Naviglio, in compagnia dei suoi piccioni….

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Fornace Curti Milano – di Donatella Sarchini

Un luogo da incontrare. “Il fascino inquieto della ceramica. Tra tra vita, morte e miracoli”

Fornace Curti Milano - di Donatella Sarchini

Fornace Curti Milano – di Donatella Sarchini – Vasi dormienti

La Fornace Curti (vedi MAPPA) di Milano è un luogo magico.
Una tranquilla oasi di affascinante operosità, celata nelle pieghe del volto antico della metropoli.
Il passante che avesse occasione di sbirciare attraverso il cancello d’ingresso di via Walter Tobagi 8 non può assolutamente immaginare che oltre al cortile e agli edifici che intravede ci sia un intero mondo che lo attende, pronto ad accoglierlo e a colmare di meraviglie la curiosità del suo sguardo.
Infatti la Fornace Curti è molto più di semplice un laboratorio, perché ha la struttura di un piccolo borgo di tradizione quattrocentesca, al cui interno convivono armoniosamente da secoli la fornace vera e propria, tuttora funzionante a ritmo continuo, gli atelier degli artigiani e degli artisti ceramisti circondati da locali adibiti all’esposizione delle opere, un piccolo museo dell’arte ceramica, e una grande varietà di piante, fiori e rampicanti, che con la loro bellezza conferiscono all’insieme un’atmosfera aulica e naturalistica, dove il tempo sembra scandito solo dalla creatività e dall’ispirazione.

La Fornace Curti è aperta tutti i giorni, sia per quanto concerne la visita agli spazi aperti del borgo, che offrono scorci sempre nuovi e attraenti, sia per quanto riguarda i negozi, che forniscono sia materiale e attrezzi da lavoro che splendidi manufatti ceramici.
Vi si organizzano anche viste guidate, e due volte all’anno – a maggio e a novembre – gli atelier sono aperti al pubblico per l’interno weekend e vengono allestiti anche dei mini-corsi di approccio all’arte ceramica e del mosaico, a cui sono invitati a partecipare sia adulti che bambini.
Da anni visito ritualmente questo Borgo magico nei diversi periodi dell’anno.
In primavera durante il giorno, per godermi in pieno anche la fioritura del cortile; e in autunno dopo il tramonto, perché nell’oscurità il borgo sembra appartenere a un altro mondo, nordico e fatato, e si rivela altrettanto suggestivo di quando è illuminato dalla luce del sole.
Queste 30 immagini sono il mio racconto fotografico di alcune delle mie visite diurne e notturne al borgo della Fornace con i suoi misteri, i suoi segreti, e i suoi gioielli.

Donatella Sarchini , “Luci e ombre della Fornace” – Fotografie digitali elaborate – Milano – Fornace Curti – 2005, 2016, 2017

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